Il Parco archeologico di Santa Cristina - Coccoetta
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Il Parco archeologico di Santa Cristina

Quest’anno, per il mio compleanno, mi sono concessa un regalo speciale: un’intera giornata in giro per le meraviglie dell’isola.

Sono andata in giro tra Paulilatino e Nuoro e inizio a raccontarvi la mia gita proprio dalla prima di queste due mete: il Parco archeologico di Santa Cristina

Sei anche tu fra quelli che credono che la Sardegna sia solo bel mare? Allora ti consiglio vivamente di passare per questo parco, composto da 3 siti archeologici di epoche diverse, tutti da scoprire e ammirare.

Si trova nel territorio di Paulilatino, lungo il tracciato della SS 131, è fornito di punto di ristoro e bookshop e l’ingresso è davvero la cosa più economica di tutta la gita: 5 euro, compresa la bella visita guidata, per un paio d’ore speciali.

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IL NOVENARIO CRISTIANO

Il Novenario Cristiano è il primo luogo che si visita. È un villaggio ordinato e pulito, severo e accogliente allo stesso tempo.

Risale al XIII secolo ed è composto da un grande spazio lastricato, con aiuole, alberi e una fontana, sul quale si affacciano numerose piccole case, che si chiamano murìstenes o cumbessìas, che servono ancora oggi per accogliere i pellegrini in occasione delle feste e delle novene.

Le case sono tenute benissimo, tutte abbellite da alberelli, rampicanti e fiori e all’interno hanno quasi tutte una cucina con il camino, una stanza e un piccolo cortile.

Sul grande piazzale si affaccia anche la chiesa di Santa Cristina, a navata unica e con un piccolo campanile a vela sulla sinistra di chi guarda.

Viene voglia di fissare nella memoria ogni dettaglio, ogni colore, tanto è delizioso questo posto e lasciandolo, per continuare la visita, si pregusta il piacere della sosta finale, che non può essere che qui, visto che questo è il punto sia di partenza che di arrivo del percorso.

In fondo allo spazio lastricato, di fronte alla chiesa, si apre un passaggio, attraverso il quale si va verso il nuraghe.

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IL NURAGHE E IL SUO VILLAGGIO

Appena fuori dal novenario, si affronta un percorso in un bosco, lungo un sentiero a volte lastricato a blocchi irregolari, che porta fino ad un altro villaggio.

Al centro del villaggio c’è un nuraghe di tipo classico, conico, a pianta circolare e a più piani. Si può ancora salire lungo una scala per vedere il panorama circostante.

Intorno al nuraghe ci sono diverse capanne, che hanno diverse età, alcune che risalgono addirittura al Medioevo e hanno una pianta allungata.

Tutto intorno vegetazione bellissima, variegata, che cresce così libera e rigogliosa che non ci si stupirebbe se saltasse fuori un elfo all’improvviso.

Tutto è silenzio, a parte le voci umane dei visitatori e i versi degli uccelli. Un luogo fatato.

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IL POZZO SACRO

Realizzato probabilmente intorno al X secolo a.C., il pozzo sacro è la principale attrazione del parco.

Consiste in una scala di 25 gradini, di forma trapezoidale, che scende verso la cella sotterranea, piena d’acqua, a pianta circolare, con una volta arrotondata. La volta a ogiva ha un foro centrale, attraverso il quale filtra la luce che illumina l’interno della sala cilindrica del pozzo. Originariamente in quel punto probabilmente c’era una pietra che completava e chiudeva la volta.

Scendere verso il bacile, scavato nella pietra basaltica, dà un senso di vertigine e allo stesso tempo attira verso il basso. È un luogo davvero magico e affascinante, che dà proprio l’idea di “sacro”.

Il pozzo è circondato da un muro basso e massiccio, intorno al quale si vedono resti di capanne di epoca medievale, la meglio conservata delle quali è detta la capanna delle riunioni: un ambiente circolare, senza più copertura, con un sedile che corre lungo il muro e il pavimento in ciottoli.

Tutto questo in un grande spazio ripulito dalla vegetazione e quindi totalmente esposto al sole.

La sosta qui è più lunga e non è difficile capire perché. Il luogo ha un’atmosfera che invita alla riflessione e alla meditazione.

Dopo quasi due ore di passeggiata in mezzo a tutte queste bellezze, si riprende la via del ritorno verso il novenario e verso la sosta progettata all’inizio del percorso.

Si riprende l’auto e si va in paese, a Paulilatino, a visitare il Museo etnografico di palazzo Atzori e poi via, a Nuoro, a vedere altre meraviglie. Ma di questo, vi dirò una delle prossime volte.

Intanto prendo nota di questo compleanno speciale.

Coccoetta
Coccoetta
coccoetta@coccoetta.it