Piccole perle per un breve pomeriggio: i murales e le pietre sonore di San Sperate. - Coccoetta
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Piccole perle per un breve pomeriggio: i murales e le pietre sonore di San Sperate.

Oggi rimango a casa a studiare e a scrivere, ma l’ispirazione non viene e allora vado a cercarla io: faccio una passeggiata, una piccola gita. Ma il tempo è incerto e in questa stagione sono poche le ore soleggiate, quindi bisogna trovare una meta vicina.

Ne ho sempre sentito parlare ma non mi è mai capitata l’occasione di andarci, fino ad oggi: San Sperate.

Pochi chilometri da Cagliari e molta meraviglia.

Murales

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L’ingresso del paese è anonimo, in fondo tutte le periferie si somigliano un po’ tra loro, non trovi?

Ma prova a parcheggiare l’auto, in quella periferia, e a infilare un vicolo a caso che porta verso il centro: il viaggio inizia subito.

È un viaggio nella fantasia, nella musica, nella poesia e nella storia, attraverso i tantissimi murales, realizzati da artisti locali e internazionali, che ornano l’esterno di case private ed edifici pubblici.

Fu Pinuccio Sciola a iniziare tutto alla fine degli anni 60, con l’idea che poi è diventata quella del Paese Museo, e molti artisti lo seguirono, venendo a realizzare le loro opere in questo luogo che sorprende.

Camminare fra le vie dipinte del centro storico di San Sperate è una continua meraviglia: incontri personaggi conosciuti, scene di vita quotidiana e rappresentazioni ispirate ai temi più sofisticati. Tanto che senti la necessità di fermarti per scoprire il loro significato e ammirarne i colori e le forme.

E ti capita di incontrare un signore che torna dai campi, con gli attrezzi da lavoro, che ha appena poggiato la bicicletta vicino alla porta che sta per varcare, ma la bici è vera e lui è dipinto e la realtà si mescola alla fantasia in modo perfetto e casuale allo stesso tempo.

O vedi persone che chiacchierano sotto un portico e ti viene da avvicinarti ma, solo quando sei lì, ti accorgi che sono anch’esse dipinte, a grandezza naturale e sembrano vere.

Pinuccio Sciola: le sue sculture e le sue pietre sonore

Le sculture di pinuccio sciola a san sperate

Anche le pietre hanno una musica dentro e l’ha scoperta lui, Pinuccio Sciola, notissimo artista internazionale, scomparso nel 2016 all’età di 74 anni. Le sue sculture in basalto o calcare sono disseminate ovunque in paese, per le vie e nelle piazze, come la frutta e le Torri gemelle in piazza New York (così battezzata proprio in memoria dell’attentato del 2001), nella parte nuova di San Sperate.

Altre sculture sono nel Giardino Megalitico e soprattutto nel Giardino Sonoro.

Nel primo, un piccolo parco verde nel cuore del centro abitato, un po’malinconico (forse per la fontana asciutta in questo momento), ci sono sculture realizzate in loco, monolitiche, dure e dolci, madonne e pensatori, che richiamano la cultura nuragica. C’è perfino un teatro!

Nel Giardino Sonoro, in periferia, in mezzo al verde, uno dei laboratori a cielo aperto di Sciola, si trovano le pietre sonore e altre sculture, in mezzo alle quali si respira allo stesso tempo aria di antichità e innnovazione. Un luogo di poesia.

Poesia

Portale con le mani di Pinuccio Sciola e Gianmaria Testa

Mi sono ritrovata in una piazza con i muri coperti di poesie. Da quelle in dialetto, a quelle di Wislawa Szymborska, a quelle di Jacques Prévert; parole in versi che spesso ho riconosciuto e che mi hanno emozionato, non solo per il loro suono e il loro significato, ma anche perché partono e portano, lungo un percorso palindromo, a una grande porta. È l’ingresso di quella che una volta poteva essere una casa campidanese, ai cui lati sono dipinti due murales con due grandi mani e le scritte “a Pinuccio Sciola” e “a Gianmaria Testa”. Impossibile non fermarsi per qualche istante di raccoglimento e ammirazione.

Installazioni e decorazioni

Sculture di San Sperate a Cagliari

In tutto questo passeggiare, in tutto questo andare e venire e ritornare sui tuoi passi a vedere bene un dettaglio, a sentire un profumo, a sbirciare in un cortile, ci si imbatte in carovane di cavalli e biciclette e perfino negli indiani e nei cowboy: sono le installazioni in metallo e legno che si trovano appese ai muri di alcune case.

E che dire del fatto che in ogni casa c’è un dettaglio, una scritta, un oggetto che la rende diversa dalle altre? Basta una fioriera di sacco, una piattaia antica, un colore acceso, per fare delle vecchie case di mattoni crudi, caratteristiche della zona, un luogo da fotografare per tenerne memoria.

Ormai al tramonto ritorno a casa e scrivo, scrivo tanto, scrivo di tutto questo.

Coccoetta
Coccoetta
coccoetta@coccoetta.it